STABIA CAPUT MUNDI

Concerto con: Vincenzo Caruso, piano – Filippo Dell’Arciprete, violino – Alessandro Lerro, baritono.
A completare il programma:
”Bid adieu to girlish days”, testo e melodia di James Joyce
Preludio per pf. di Boris Pasternak.

Castellammare di Stabia è città di nobile tradizione artistica che giunge ai giorni nostri per il tramite di nomi prestigiosi come Raffaele Viviani e Annibale Ruccello. I musicisti stabiesi proposti nella serata di domenica, portarono certamente molto in alto il nome dell’antica Stabia in tutta Europa e in Russia.

Iniziamo dal meno noto, a 100 anni esatti dallo scoppio della Rivoluzione bolscevica, Eugenio Esposito, del quale erroneamente la Treccani dice che tutta la sua produzione è andata perduta, operò in Russia dal 1890 al 1922 scrivendo almeno tre opere,
cantate etc. Una di queste, un’opera buffa in russo, si chiama Camorra ed è ambientata a Napoli. Il fratello Michele si può quasi considerare una gloria nazionale irlandese, se si considera che oggi un quartetto d’archi anglosassone si chiama appunto ”Esposito string quartet“: il nostro ebbe un ruolo fondamentale nella valorizzazione delle melodie tradizionali irlandesi e nella diffusione della produzione dei grandi musicisti italiani, tedeschi, austriaci etc.

Di Luigi Denza, famosissimo in tutto il mondo per Funiculì Funiculà, è sufficiente dire che fu insegnante di canto a Londra presso la prestigiosa Royal Academy of music per quasi 25 anni, fino alla sua morte.

Non è casuale che James Joyce e Boris Pasternak, tra i maggiori scrittori del XX secolo, siano inseriti in questo programma. Joyce, prima di dedicarsi soltanto alla scrittura, fu anche tenore di grazia; ebbe a Dublino rapporti di amicizia con la famiglia Esposito, esibendosi alla presenza di Michele dal quale possiamo ipotizzare ebbe lezioni e suggerimenti. Nel 1903 lo scrittore partecipò al prestigioso concorso canoro Feis Ceoil
classificandosi al terzo posto: presidente di giuria Luigi Denza! A differenza di T. Mann che, per il suo Doktor Faust s’avvalse del contributo di T. Adorno filosofo e musicista, Joyce non ebbe logicamente bisogno di suggerimenti altrui per le molteplici citazioni musicali presenti nei sui romanzi e nelle poesie.

E’ inutile dire che, in relazione al citato anniversario, il romanzo “Il dottor Zivago” di Boris Pasternak rappresenta la più importante testimonianza letteraria. Non è molto noto, invece, che lo scrittore (la madre pianista) fu devotissimo allievo di Skrjabin e che compose una sonata ed alcuni preludi. Alcune sue poesie hanno riferimenti precisi a questa sua grande passione. Chissà che a Mosca non abbia incontrato o sentito le opere di Eugenio Esposito!

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